
piazza Italia, 16 - Mortara (PV)
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Il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale della Scuola Primaria e della Scuola dell'Infanzia
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Il Circolo di Mortara annovera una lunga tradizione scolastica ed ha un vasto bacino d’utenza che comprende, della Lomellina, la città di Mortara, i paesi di Parona e San Giorgio e i piccoli Comuni in cui è stata soppressa la scuola, quali Nicorvo, Olevano, Cergnago.
Nel territorio che vanta una lunga tradizione agricola, non è mancato il progressivo sviluppo delle attività economiche a carattere industriale e commerciale.
Con la Scuola Primaria e la Scuola dell’Infanzia, il Circolo opera in costante sintonia con la realtà territoriale nei vari aspetti culturali, economici e sociali e avverte forte l’impegno a farsi promotore di una molteplicità di esperienze intenzionali, sistematiche e finalizzate allo sviluppo integrale della personalità dell’alunno, come cittadino consapevole della propria comunità.
Eroga servizi fatti di scelte mirate che corrispondano il più possibile alle attese e alle richieste, implicite ed esplicite, del territorio, in un accordo di programma con gli Enti Locali.
Il contesto è variegato, composito, ma anche culturalmente ricco.
Si caratterizza per una presenza, sempre più numerosa, di famiglie straniere con figli in età scolare. Anche per questi bambini la Scuola si pone come luogo privilegiato di integrazione nel tessuto sociale del territorio, dove la multiculturalità è vissuta come un valore, un’occasione di arricchimento per tutti, insieme alla scoperta–riscoperta del proprio paese, con la sua storia e le sue tradizioni, le sue radici culturali e ricchezze ambientali.
In un contesto sociale spinto verso la modernità e lo sviluppo da un lato e l’aumento della complessità dall’altro, le nostre scuole si propongono di operare in collaborazione con gli Enti Locali e le istituzioni educative del territorio, per rispondere sempre meglio alle esigenze formative delle famiglie, proponendosi come snodo fondamentale di rinnovamento alla luce delle opportunità offerte dall’autonomia organizzativa e didattica.
Il Circolo presenta una particolare configurazione geografica e comprende tre plessi, distribuiti su tre Comuni:
Mortara, con circa 16.000 abitanti.
San Giorgio e Parona, ambedue con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti.
La Scuola Statale dell’Infanzia è presente a Mortara e a San Giorgio.
Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) è il documento fondamentale della nostra scuola, poiché ne chiarisce l’identità culturale e progettuale e rende esplicita agli utenti la progettazione educativa, curricolare, extracurricolare e organizzativa che la scuola stessa adotta nell’ambito della sua autonomia.
Esso vuole essere strumento di lavoro e di consultazione per gli alunni, le famiglie, i docenti, il Dirigente Scolastico e tutto il personale non docente e serve:
agli alunni: per conoscere meglio gli itinerari di apprendimento, per avere la possibilità di percepire e percepirsi in maniera più critica, per rendersi conto delle proprie conquiste, per definire la propria identità, per consolidare il proprio quadro di competenze;
alle famiglie: per conoscere obiettivi, percorsi, modalità organizzative e operative, per un'informazione più coerente sulle risorse umane e materiali disponibili per la realizzazione dei processi globali e dei progetti specifici, per migliorare la partecipazione delle famiglie, in vista di una progettualità positiva condivisa;
ai docenti: come strumento per la continua riflessione sulle motivazioni che attivano la progettualità globale della scuola, come sollecitazione a migliorare i percorsi e a ridefinire gli orientamenti, le scelte, gli obiettivi, le soluzioni metodologiche, didattiche, organizzative, come strumento per l’autovalutazione al fine di intervenire sui punti deboli e potenziare i punti forti della progettazione;
al dirigente scolastico: per analizzare le modalità di elaborazione, di ipotesi progettuali e organizzative e la loro traduzione nella pratica operativa, per visualizzare i processi che conducono al prodotto formativo, per confrontare i livelli di ingresso con quelli di uscita, al fine di apportare i correttivi necessari;
agli enti e alle strutture territoriali: per verificare le condizioni di fattibilità, per essere pienamente coinvolti nella gestione del fatto educativo-culturale, per effettuare forme di controllo sociale sull’operato della scuola sul territorio, per una consapevole attenzione verso la scuola e gli utenti più deboli, per essere più tempestivi ed incisivi negli interventi di collaborazione con la scuola;
al personale ATA: per essere coerentemente partecipi alle attività progettuali della scuola, per esplicitare il legame tra gli aspetti amministrativi e quelli educativo–formativi, per analizzare meglio le modalità organizzative del servizio, in relazione al progetto globale della scuola.
Le scelte educative del nostro Circolo si propongono come obiettivo finale la formazione unitaria del fanciullo nei suoi aspetti di identità, autonomia e competenza, in un clima di accoglienza, apprezzamento del singolo ed educazione ai valori appresi e vissuti.
Se lo sviluppo della dimensione razionale, intellettiva e corporea è prerogativa dei percorsi didattici della Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria è chiamata a predisporre piani di studio capaci di rispondere all’esigenza di percorsi di apprendimento e di crescita degli alunni, privilegiando il criterio promozionale, nel rispetto delle differenze individuali in rapporto ad interessi, capacità, ritmi e stili cognitivi, attitudini ed inclinazioni.
La pratica didattica e le scelte metodologiche mirano a:
L’elaborazione del Piano dell’Offerta Formativa del nostro Circolo parte da un’attività di autoanalisi, che tende da un lato a confermare le scelte consolidate, dall’altro fissa l’attenzione sui problemi e sulle possibili azioni di miglioramento, in un’ottica di ricerca-azione continua, finalizzata alla crescita dei processi centrati sull’alunno come persona che cresce nel gruppo.
I fattori di qualità che costituiscono l’impalcatura del Circolo, sono:
In tal modo si delineano strategie che la nostra scuola mette in atto al fine di raggiungere le quattro mete del:
Il progetto educativo si pone, nello specifico, l’obiettivo della formazione integrale della persona nei suoi aspetti sociale, emotivo-affettivo, creativo e cognitivo. Per questo, l’azione educativa è indirizzata allo sviluppo della personalità dell’alunno, utilizzando interventi progettuali in stretto rapporto alla realtà socio–ambientale, nella quale i plessi del Circolo operano, all’ambiente familiare di provenienza, alla realtà socio–culturale dei componenti della classe.
Puntando l’attenzione sulle esigenze degli alunni che oppongono stili di apprendimento sempre meno lineari ed organici, la scuola non può prescindere dalla riflessione sulle strategie didattiche per rendere più efficace l’insegnamento, adeguandolo alle nuove esigenze culturali e ai nuovi strumenti tecnologici, indirizzati verso metodologie che superino la visione del maestro come trasmettitore di conoscenze.
Accoglienza di ciascun bambino, nel suo primo ingresso alla Scuola Primaria, calibrando l’intervento educativo in base alle caratteristiche di ognuno.
Formazione del singolo, instaurando una relazione pedagogica rivolta alla valorizzazione del positivo, privilegiando il criterio promozionale rispetto a quello del selettivo, nel senso che tende a differenziare gli interventi in base alle difficoltà e alle esigenze di ciascuno.
Educazione ai valori, ispirandosi alla stessa figura di Teresio Olivelli, che dà il nome alla nostra Scuola, e che richiama ai valori di libertà, solidarietà, autonomia di giudizio e senso di responsabilità, che ispirano il progetto educativo del Circolo.
Educazione all'impegno e al senso di responsabilità, guidando la formazione dell’alunno verso la progettazione della propria esistenza (nella massima libertà possibile ma anche con il massimo rispetto per se stesso e per gli altri), l’adesione agli impegni assunti e il senso di responsabilità.
Atteggiamento di ricerca, che la scuola assume al fine di fornire ai ragazzi gli strumenti per costruirsi una propria interpretazione del mondo e della realtà da mettere costantemente a confronto con l'interpretazione degli altri; in questo contesto anche l'errore diventa elemento di riflessione e discussione nell'ambito del gruppo-classe.
Il rapporto costante fra insegnanti e famiglie.
La programmazione è, da parte del corpo docente, un momento importante per l’acquisizione e l’elaborazione di informazioni circa gli argomenti didattici da affrontare secondo obiettivi generali, specifici, operativi; tutto viene organizzato in tempi e in modi esplicitati con accuratezza, individuando preventivamente le abilità che gli studenti devono acquisire e controllando la loro acquisizione con opportuni indicatori e descrittori.
Tale pratica didattica, che permette agli insegnanti di riflettere sull’organizzazione del curriculum e sulle attività proposte, evitando improvvisazioni e comportamenti superficiali, viene necessariamente completata da azioni metodologiche volte a fronteggiare le esigenze degli alunni, i quali oggi oppongono stili di apprendimento diversificati e versatili.
Una parte significativa dell’offerta di aggiornamento proposta in questi ultimi anni dal Ministero della Pubblica Istruzione, e pienamente accolta dalla linea formativa e metodologica della nostra scuola, è costituita da corsi finalizzati alla formazione dei docenti sull’uso delleapplicazioni multimediali e della rete Internet.
L’attività didattica si sviluppa in pratica metodologica, secondo criteri consolidati nel tempo, affiancati e sostenuti da tecnologie innovative e qualificanti:
La pratica metodologica si organizza con modalità diverse, finalizzate a rendere più efficace l’intervento formativo e attente alle eventuali necessità di personalizzare i percorsi per gli alunni:
L.I.M.: Le Lavagne Interattive Multimediali si stanno diffondendo nelle scuole italiane. Dal 14 gennaio 2009 il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca promuove il Piano per l'Innovazione Digitale nella Scuola, al fine di sviluppare e potenziare l'innovazione didattica attraverso l'uso della lavagna interattiva, strumento che favorisce l’integrazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nei processi di apprendimento in classe.
Una L.I.M. è una lavagna elettronica interattiva e multimediale su cui si può scrivere, disegnare, tracciare segni, creare e spostare oggetti e molto altro, aiutandosi con dei pennarelli specifici al posto del gesso classico oppure con le dita nella modalità touchscreen. E' collegata ad un computer e ad un videoproiettore. Sarà così possibile utilizzare anche software e programmi, visualizzare video e immagini, ascoltare audio e consultare risorse disponibili via Internet.
Questo strumento permette a docenti e studenti una partecipazione interattiva alle attività didattiche ed al processo di insegnamento e apprendimento. Tutto ciò che si fa con e sulla lavagna può essere salvato in diversi formati sul computer, stampato, inserito nel sito della scuola o del docente.
La L.I.M. può essere definita, quindi, un grande quaderno di appunti della classe, che conserva il percorso della lezione svolta, la sua sequenza pedagogica con tutti gli interventi, le integrazioni, le osservazioni fatte dagli insegnanti e dagli allievi: è uno spazio centrale di comunicazione, luogo di costruzione di significati.
La nostra scuola è dotata di otto lavagne multimediali, delle quali sette nel plesso di Mortara (quattro inserite direttamente nelle classi seconde, due nelle classi prime, una a disposizione) e una nel plesso di Parona. Introdurre una lavagna interattiva in aula equivale ad aprire quella classe al digitale. Non sono gli allievi ad essere portati in laboratorio per la classica ora di informatica, ma è il multimediale ad entrare in classe e a rendersi immagine, video, web, risorse interattive. La classe diventa, in modo nuovo, un ambiente di apprendimento e di formazione, in cui tutti possono interagire con quanto avviene sullo schermo. Mantenendo l’utilizzo di metodi tradizionali d’insegnamento come la lezione
frontale, il docente potenzia la propria attività, facilita la spiegazione degli argomenti, la descrizione di situazioni e ambienti, l’analisi di testi.
Metodo C.L.I.L.: Content and Language Integrated Learning ovvero apprendimento integrato di lingua e contenuto, è un metodo innovativo che ha come obiettivo la costruzione della competenza linguistica e comunicativa contestualmente allo sviluppo e all’acquisizione di conoscenze e abilità disciplinari. Non è solo apprendimento di una lingua o di una materia, bensì una fusione di entrambe. L'approccio C.L.I.L. si pone come obiettivo l’attenzione sia alla disciplina sia alla lingua straniera veicolare. La nostra scuola applica, in alcune situazioni didattiche, il metodo CLIL per l'insegnamento di semplici argomenti di alcune discipline in lingua inglese, offrendo un contesto più naturale per lo sviluppo della lingua inglese.
Robotica educativa : la presenza sempre più diffusa di robot nella vita quotidiana, il fascino che hanno su bambini e ragazzi, fa sì che anche i più piccoli possano esplorare il campo dell’ingegneria e delle scienze esatte, da una prospettiva divertente. Il profilo particolare di questa nuova scienza sviluppata a scuola implica e promuove le attitudini creative negli alunni, nonché la loro capacità di comunicazione, cooperazione e lavoro di gruppo. Secondo importanti esperienze educative, l’impiego dei robot nella didattica offre interessanti vantaggi, dovuti al fatto che essi sono oggetti reali tridimensionali, che si muovono nello spazio e nel tempo e che possono simulare alcuni tratti del comportamento umano ed animale.
I bambini apprendono più rapidamente e facilmente se hanno a che fare con oggetti concreti. La motivazione a costruire una macchina intelligente e a farla funzionare è determinante per il percorso dell’apprendere. La robotica educativa promuove così la coniugazione del fare e del pensare, utilizzando il metodo dell’imparare facendo (learning by doing). Tale particolare strategia trova fruttuosa applicazione anche nei Laboratori Linguistici, quale stimolo agli stili d’apprendimento dei bambini in difficoltà e degli alunni stranieri.
La nostra scuola è dotata di kit con elementi per la costruzione e la programmazione informatica del robot.
Informatica:
la scuola è dotata di due laboratori d’informatica con computer a disposizione di alunni e docenti. L’impiego degli strumenti multimediali, oltre che essere estremamente motivante, consente di disporre di ulteriori risorse per il sapere e il saper fare, in modo da non disperdere, anzi valorizzare, le diverse forme di intelligenza.
Tali tecniche consentono la sperimentazione di nuove strategie di insegnamento/apprendimento, a partire dalla Scuola dell’Infanzia. Alcune di esse trovano positiva applicazione soprattutto nei percorsi didattici previsti dai Laboratori Linguistici di I, II e III livello, dove i bambini che incontrano difficoltà con il solo approccio della metodologia tradizionale hanno occasione per esplicare al meglio le loro potenzialità.
L’area informatica della nostra scuola si sviluppa attraverso l’aggiornamento degli insegnanti, la realizzazione di progetti di potenziamento e di utilizzo dei laboratori da parte delle classi, la strutturazione di percorsi atti a supportare le attività didattiche e la produzione di materiali multimediali.
Podcasting didattico:
In linea con le più moderne indicazioni del MIUR (Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca), in ordine all’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nella Scuola, alcune classi del Circolo sviluppano un percorso didattico che prevede l’utilizzo di PC portatili specifici, dotati di webcam incorporata e software di registrazione e video, con i quali gli alunni realizzeranno podcast.
I podcast sono video leggeri, di facile realizzazione e facilmente distribuibili in internet, grazie ai quali gli alunni autofilmano le proprie esperienze e realizzano le
proprie unità didattiche. Essi vengono distribuiti in internet grazie ad uno speciale software aggregatore, iTunes, il medesimo utilizzato dai ragazzi per reperire musica, video, podcast di argomenti vari. I PC portatili vengono destinati quest'anno alle classi Seconde (oltre che ad una classe Prima, che viene comunque coinvolta), in modo che gli alunni realizzino un percorso che si protrarrà fino alla classe quinta.
Le docenti responsabili del progetto ed altre docenti delle classi che vi parteciperanno hanno già frequentato appositi corsi di formazione. Si persegue in tal modo la finalità di utilizzare il computer (che nel frattempo viene impiegato anche per tutte le altre comuni attività didattiche) nella quotidianità del lavoro di classe, come strumento di utilizzo trasversale alle discipline scolastiche, di facile accesso per alunni e docenti, e non come strumento separato, particolare, posizionato solo in laboratori dedicati, non sempre facilmente fruibili dagli utenti.
A tali premesse corrispondono coerenti orientamenti organizzativi.
La progettazione del curricolo esplicito, che afferisce alle discipline, sarà oggetto di lavoro da parte degli insegnanti della stessa area disciplinare nei gruppi di classi parallele, che affronteranno gli ambiti di ricerca, quali i saperi essenziali, gli schemi concettuali, gli stili di apprendimento, il metodo di studio.
La progettazione del curricolo implicito, che afferisce agli ambiti comportamentale e psicosociale, così pure del curricolo trasversale, sarà oggetto di lavoro degli insegnanti della stessa classe, che svilupperanno pratiche di ascolto, osservazione, rilevazione dei problemi e ricerca di strategie di soluzione, accoglienza, collegamenti interdisciplinari.
All’interno di ogni gruppo è prevista la figura di un coordinatore.
| Classi Prme | inss. Franca Calvi e Monica Avila |
| Classi Seconde | inss. Marta Manera e Claudia Bottazzi |
| Classi Terze | inss. Tiziana Mambrini e Cenzina Debiase |
| Classi Quarte | inss. Michela Zambotti e Laura Arlenghi |
| Classi Quinte | inss. Caterina Vessio e Elisabetta Gandini |
| Gruppo H | ins. Laura Iulita |
| Gruppo I.R.C. | ins. Roberta Tiri |
| Gruppo L2 | ins. Pierfranca Marnati |
| Lab. linguistici | ins. Elena Fornasiero |
| Scuola Infanzia | ins. Patricia Buogo |
Ci si incontra per predisporre i materiali necessari per l’attuazione della programmazione, per discutere le difficoltà rilevate in ogni gruppo al fine di uniformare modalità e strumenti della progettazione/valutazione.
Stage e tirocinio: la Scuola si avvale della presenza fattiva di tirocinanti provenienti dalle facoltà di Scienze della Formazione del territorio, ritenendo questa attività un’esperienza preziosa e innovativa. Si tengono inoltre stage a sostegno di progetti con alunni provenienti da Scuole Superiori, supportati da tutor.
La Scuola dell’Infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.
Sviluppare l’identità significa imparare a stare bene a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze in un ambiente sociale allargato.
Sviluppare l’autonomia partecipare alle attività nei diversi contesti, avere fiducia in sé e fidarsi degli altri, provare piacere nel fare da sé e sapere chiedere aiuto, esplorare la realtà e comprendere le regole della vita quotidiana.
Sviluppare la competenza significa imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio del confronto, rievocando, narrando e rappresentando fatti significativi.
Sviluppare il senso della cittadinanza significa scoprire gli altri, i loro bisogni e di gestire contrasti attraverso regole condivise.
La Scuola dell’Infanzia è un ambiente educativo, di esperienze concrete, luogo del fare, del sentire, del pensare dell’agire relazionale, dell’esprimere del bambino.
La capacità delle insegnanti di dare ascolto a ciascun bambino, e sapere creare un ambiente accogliente e sereno che favorisca relazioni affettive ad apprendimenti basati sulle attività libere e strutturate dove il bambino gioca, esplora, dialoga osserva ascolta e cresce con sicurezza sentendosi padrone delle attività che sperimenta. Essa si propone come luogo di apprendimento, socializzazione e animazione. Sua funzione fondamentale è quella di contribuire al rafforzamento dei processi di costruzione dell’identità, per favorire la promozione dell'autonomia intellettuale e dell’equilibrio affettivo, per sviluppare l’intelligenza creativa e il pensiero scientifico. La programmazione della Scuola dell’Infanzia si articola attraverso i cinque campi di esperienza:
Attività: vengono scelte con modalità diverse, allo scopo di rendere più efficace il progetto educativo, anche in relazione ai diversi ritmi, tempi e stili di apprendimento, alle motivazioni e agli interessi dei bambini:
Per l'anno scolastico 2010/2011 , la Scuola dell’Infanzia vede inserita una novità educativo-metodologica, la DIDATTICA LABORATORIALE.
Per le attività della mattinata, in alcuni giorni della settimana, i bambini delle sei sezioni vengono suddivisi in sei laboratori cercando nel rispetto delle predisposizioni e degli interessi di ciascuno. Le docenti propongono esperienze coinvolgenti, che stimolano gli interessi del bambino, la sua creatività e il suo spirito d' iniziativa. I percorsi sviluppati mirano a favorire la comunicazione, il pensiero logico, la curiosità e la voglia di nuove scoperte.
Da ottobre si avvieranno, con cadenza trimestrale, i seguenti laboratori:
Nel pomeriggio, la pratica del laboratorio vede protagonisti i bambini dell’ultimo anno che si preparano ad entrare nella Scuola Primaria. Si approfondisce il campo cognitivo-linguistico con il laboratorio I discorsi e le parole, con
attività di riflessione e avvicinamento alla lingua scritta che si integra al progetto di continuità con le insegnanti della Scuola Primaria.
Un altro campo di sviluppo affrontato è La conoscenza del mondo che prevede l'acquisizione dei concetti spazio-temporali e attività di pre-calcolo.
Si alternano, inoltre, gruppi in esperienze di approccio alla L.I.M. (Lavagna Interattiva Multimediale), alla lingua inglese e ad una maggiore conoscenza del proprio corpo attraverso attività psicomotorie. Partendo dalle esperienze personali dei bambini, si pongono le basi per facilitare il passaggio alla Scuola Primaria, poiché le attività rientrano in un piano condiviso dai due ordini di scuola.
L'esperienza vissuta, prima ancora che l'esperienza sentita, è il fondamento per la conoscenza.
Attività: racconti , poesie filastrocche, attività grafico-pittoriche, attività manipolative, giochi liberi o guidati, giochi motori, attività logico-matematiche, attività di coordinazione oculo-manuale, attività spazio temporali, attività senso-percettive, attività imitative, attività teatrali. Approccio alla Lingua Inglese con attività di gioco.
Progetti:
Feste e iniziative:
Rapporti con i genitori:
L’ organizzazione delle attività didattiche nella scuola prevede un monte-ore settimanale legato alle esigenze ambientali e organizzative. L’insegnamento di informatica e tecnologia comprende sia le attività svolte con l’utilizzo
della strumentazione informatica, sia le attività didattiche che attengono a concetti tipici dell’informatica.
Particolarmente qualificante l’insegnamento di L2 (inglese) con insegnanti
specializzati, con l’intervento di insegnanti di madrelingua nei contesti dei progetti specifici, a partire dalla classe Prima, e con il supporto del laboratorio di inglese.
Obiettivi formativi di classe Prima:
Obiettivi formativi di classe Seconda:
Obiettivi formativi di classe Terza:
Obiettivi formativi di classe Quarta:
Obiettivi formativi classe Quinta:
Per arricchire ed ampliare l’offerta formativa, in particolare per promuovere e stimolare le potenzialità proprie di ogni alunno, per consolidare i legami con il territorio, per rimuovere condizioni di disagio e per favorire l’integrazione di ciascuno, il nostro Circolo attiva percorsi interdisciplinari nelle aree:
Le famiglie, all’atto dell’iscrizione, possono scegliere fra una diversa articolazione oraria suddivisa in 40 o 30 o 27 o 24 ore settimanali. L’articolazione oraria delle singole discipline è da intendersi in modo flessibile, funzionale alle esigenze e al percorso delle singole classi. Il criterio guida di utilizzo dell’orario di servizio è quello di una equilibrata distribuzione delle
ore in tutte le classi, a beneficio di interventi ben strutturati e progettati.
Le ore opzionali saranno utilizzate in modo differente per classi parallele. Verranno svolti laboratori di lingua2, musica, informatica e attività linguistico-espressive.
Integrazione degli alunni diversamente abili
L’integrazione scolastica, inoltre, ha come obiettivo fondamentale lo sviluppo delle potenzialità degli alunni diversamente abili nell’apprendimento, nella comunicazione, ma soprattutto ha lo scopo di far incontrare ed interagire i bambini in difficoltà con i loro coetanei, per attenuare lo svantaggio.
Le attività integrative e di sostegno (art.7 legge 517 del 04-08-1977) favoriscono la formazione della personalità degli alunni, facilitano ed ampliano la conoscenza degli stessi e offrono la possibilità di valutarne il livello di maturazione; inoltre tendono a colmare i divari di partenza e a superare gli scompensi sul piano culturale.
L’integrazione degli alunni diversamente abili coinvolge nelle diverse attività l’insegnante di sostegno, risorsa interna alla scuola e non insegnante esclusiva dell’alunno, il consiglio di classe e tutta la scuola nella sua interezza: alunni di una classe, di un corso, classi aperte e parallele, laboratorio linguistico di I, II e III livello.
Oltre al coordinamento e agli interventi dei docenti di classe e di sostegno, inoltre, è necessaria la collaborazione delle famiglie e la consulenza dell’èquipe territoriale. Nel corso dell’anno sono previsti incontri della Commissione di Lavoro Handicap, che si occupa di elaborare piani di integrazione e progetti per gli alunni diversamente abili.
Integrazione degli alunni stranieri
Il Circolo è caratterizzato da una forte presenza di alunni stranieri, soggetta a continui mutamenti a causa di arrivi e partenze in corso d’anno scolastico.
E’ stata posta particolare attenzione alla loro accoglienza e alla necessità di una loro integrazione, predisponendo un Protocollo d’accoglienza, che prevede, inizialmente, la raccolta di tutti i dati necessari per conoscere la situazione individuale, le problematiche e le aspettative della famiglia.
L’accoglienza e l’insegnamento della Lingua Italiana come L2 vengono affrontati all’interno del Laboratorio Linguistico di I, II e III livello, dove gli insegnanti, preparati ad affrontare le situazioni nelle loro particolarità e diversità, predispongono e realizzano percorsi progettuali di interculturalità, che coinvolgono tutte le classi e tutti gli alunni.
Particolarmente qualificante, in tale laboratorio, l’uso di tecnologie metodologiche innovative, quali la L.I.M. (Lavagna Interattiva Multimediale), la Robotica Educativa e l'Informatica.
Obiettivi fondamentali per una integrazione più efficace perseguiti dalla scuola:
Continuità educativa fra i diversi ordini di scuole
Particolare cura viene dedicata al rapporto Scuola Primaria, Scuola dell’Infanzia, Scuola Secondaria di I grado. Il processo di formazione personale, culturale, sociale che il bambino avvia e svolge nel corso dei cinque anni di Scuola Primaria non può prescindere, in un’ottica di formazione globale, dal
contesto vissuto prima dell’ingresso alla Scuola Primaria e da quello in cui l’alunno sarà inserito al termine del percorso primario stesso.
Per garantire e favorire la continuità tra gli ordini di scuola, nell’ambito di un preciso processo definito Curricolo verticale e continuità educativa tra Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di I grado, si realizzano passaggi di informazioni attraverso incontri fra docenti. Ciò permette lo scambio e il confronto sulle progettazioni, sulle strategie metodologiche, sulla
promozione di iniziative comuni.
I momenti significativi della continuità sono:
Esperienze didattiche tra classi-ponte, passaggio di informazioni sulla personalità di ogni singolo alunno e sulle competenze raggiunte costituiscono, inoltre, una strategia di avvicinamento e di collaborazione tra i diversi ordini di scuola.
L'intercultura e i nostri laboratori linguistici
Tra le attività progettuali della scuola, attenzione particolare meritano i laboratori linguistici. La crescente presenza di alunni stranieri, legata al forte flusso migratorio che interessa il nostro Paese, ha conferito nuovo volto alle classi del Circolo di Mortara (che accoglie più di duecento alunni stranieri di varia provenienza linguistico-culturale) che si presentano, così, come multietniche e plurilinguistiche.
Il fenomeno, ormai diventato strutturale, richiede interventi mirati e continuativi per favorire la socializzazione e l’integrazione e facilitare la comunicazione e l’apprendimento, compensare situazioni di svantaggio, prevenire il disadattamento e l’insuccesso scolastico.
Dal momento che la lingua è lo strumento privilegiato per conoscere, aprirsi al mondo dei saperi ed interagire con gli altri, sono stati progettati laboratori linguistici, arricchendo l’Offerta Formativa con proposte a carattere interculturale e rispondendo a bisogni specifici, come situazioni di svantaggio e marginalità socio-culturale, nuovi inserimenti in qualsiasi momento dell’anno scolastico, difficoltà linguistiche e di apprendimento, socializzazione.
Ogni bambino è portatore di abitudini, lingue, tradizioni che meritano di essere conosciute e valorizzate nella prospettiva del dialogo e del confronto.
Verranno quindi previsti dei laboratori che raggrupperanno i bambini a seconda delle varie esigenze.
I laboratorio - Accoglienza: riguarda i bambini che non sono stati scolarizzati e che non conoscono la lingua italiana. È rivolto, inoltre, a quegli alunni che hanno un percorso scolastico frammentario e necessitano quindi di interventi di prima alfabetizzazione.
II laboratorio - Questo laboratorio si rivolge a quei bambini che mostrano competenze sia linguistiche che logico-matematiche, comunque ridotte, e che necessitano di un potenziamento linguistico.
Il nostro Piano dell’Offerta Formativa riserva un'attenzione particolare anche agli alunni diversamente abili presenti nel nostro Circolo, che trovano nei laboratori linguistici l’opportunità di apprendere attraverso stili cognitivi particolari, stimolati dall’uso di tecnologie metodologiche avanzate, quali la L.I.M. e la Robotica Educativa applicata all’Informatica.
Nei plessi della Scuola Primaria e nella Scuola dell’Infanzia sono presenti 35 alunni diversamente abili. Con il coinvolgimento della famiglia, degli specialisti presenti sul territorio e delle insegnanti, si cerca di creare una rete di risorse di sostegno, capace di portare ad una loro effettiva integrazione.
Cittadinanza e Costituzione
La nostra scuola, presente sul territorio di Mortara, Comune della Lomellina, fonda la sua lunga tradizione scolastica sui principi fondamentali dell’istruzione e dell’educazione.
Il documento di identità del Circolo, a tal proposito, nasce da un’attenta analisi dei problemi e dei bisogni dell’utenza, delle professionalità interne e delle risorse che il territorio offre. Il Piano dell’Offerta Formativa, in particolare, traccia le linee cardine degli obiettivi, proponendo di consentire a ciascuno il pieno sviluppo delle proprie potenzialità, specialmente a coloro che hanno maggiori difficoltà.
Attraverso il P.O.F. questo Circolo mira a perseguire non solo obiettivi relativi all’istruzione, come acquisizione di conoscenze, ma anche alla formazione degli atteggiamenti e delle competenze che caratterizzano la persona umana, intesa come un sistema integrato di tutte le sue dimensioni costitutive.
L’eterogeneità dell’utenza è altresì dovuta alla massiccia presenza di famiglie straniere sul territorio, legata al forte flusso migratorio che interessa il nostro Paese; ciò ha, pertanto, conferito nuovo volto alle classi del Circolo, che accoglie più di duecento stranieri di varia provenienza linguistica e culturale, che si presentano come multietniche e plurilinguistiche. Il fenomeno, ormai diventato strutturale, richiede interventi mirati e continuativi, per favorire la socializzazione e l’integrazione, facilitare la comunicazione e l’apprendimento,
compensare situazioni di svantaggio, prevenire il disadattamento e l’insuccesso scolastico.
Il tema della Costituzione e della sua centralità nello sviluppo della collettività sociale è, dunque, quanto mai attuale e indispensabile piattaforma di sviluppo dei percorsi educativi della scuola. L’osservazione dei contesti e degli atteggiamenti sociali ha messo in evidenza come la Costituzione Italiana sia ancora oggi ampiamente misconosciuta e vissuta come un testo sganciato dalla pratica quotidiana.
La nostra scuola, nell’impostazione della sua Offerta Formativa ha fatto, perciò, del tema della legalità un elemento centrale delle sue linee guida, rispondendo alle specifiche richieste del territorio, inserite in un contesto non solo nazionale, ma anche europeo.
Attraverso progetti, la scuola si prefigge di far nascere nei bambini il bisogno di condividere ed espandere le conoscenze al di fuori del contesto scolastico, trasformando in pratica quotidiana ed atteggiamenti consapevoli il sapere appreso a scuola, diventando, così, attivi cittadini del mondo.
Il Progetto Lettura e la Biblioteca
La Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria di Mortara si avvalgono della collaborazione con la Biblioteca Civica Francesco Pezza, che nell’ambito della promozione alla lettura propone iniziative coinvolgenti, accattivanti e divertenti, che giovano al benessere e all’arricchimento culturale dei nostri bambini.
La scuola quindi, oltre a provvedere a una propria biblioteca scolastica, ha operato la scelta di usufruire anche di tale servizio, per abituare gli alunni ad accedere a strutture pubbliche, in quanto le stesse offrono un patrimonio librario e iniziative consone alla programmazione didattica.
Il progetto di Promozione alla Lettura sarà così articolato:
Scuola dell'Infanzia: Piccoli lettori
Classi Prime: Dalle immagini alla storia
Classi Seconde: Alla scoperta dei libri senza parole
Classi Terze: Dinosauri
Classi Quarte: Incontro con l'autore
Classi Quinte: Sant'Albino e Mortara
La lettura è un momento trasversale a tutte le discipline e si cerca così di offrire ai bambini gli strumenti più idonei per vivere in modo continuo e produttivo il loro rapporto con il libro.
Anche a San Giorgio Lomellina i rapporti fra biblioteca e istituzioni scolastiche sono proficui.
Leggere alla Scuola dell'Infanzia
Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale, sia cognitivo, in quanto si sviluppa meglio la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura, in più si consolida nel bambino l'abitudine a leggere.
Con questa premessa importante, da qualche anno si sta diffondendo in Italia il progetto Nati per leggere, un percorso a cui la nostra biblioteca civica ha aderito, invitando le insegnanti delle Scuole dell’Infanzia e della Scuola Primaria a collaborare.
Importanti studi hanno appurato che i bambini fino a sei anni hanno enormi potenzialità di apprendimento e una insaziabile sete di conoscenza e che tutto il processo di apprendimento deve avvenire in un ambiente rilassato e giocoso e che è fondamentale che ciò avvenga senza pressioni o aspettative di alcun tipo.
La collaborazione tra la nostra Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria è diventata sempre più rilevante, tanto da spingerci ad uno scambio di competenze teso ad un miglioramento dell’offerta formativa, volto agli alunni dell’ultimo anno del primo ordine di scuola.
Lo sviluppo del linguaggio nel bambino può considerarsi terminato quando questi acquisisce la completa padronanza degli aspetti fonologici, sintattici e lessicali, che gli consentono di riprodurre in modo convenzionale la lingua.
L’attività che si intende attuare presso la Scuola dell’Infanzia non si pone come obiettivo quello della padronanza completa della lingua da parte dei bambini di cinque anni, bensì quello di svolgere un’ azione di approccio alla letto-scrittura in maniera ludica e spontanea, stimolando la motivazione, l’interesse e la curiosità.
Prive di un contesto, parole e azioni sono povere di significato, per questo viene creato con i bambini uno sfondo fantastico.
Si parte dalla presentazione di fantastici personaggi (che fanno parte dello sfondo integratore utilizzato dalle insegnanti della Scuola Primaria), che si dice ai bambini si siano introdotti nella scuola. Essi interagiscono con gli alunni, i quali diventano a loro volta attori e autori della storia che a poco a poco viene costruita e animata. Il bambino viene, così, guidato a prendere coscienza dell’esperienza che sta vivendo attraverso il dialogo, immerso in un clima relazionale positivo e sereno, nel quale gli alunni possono esprimersi spontaneamente.
... e contare
All 'età di tre anni ciascun bambino giunge alla Scuola dell'Infanzia con un proprio patrimonio di abilità e conoscenze apprese a casa, per la strada, dalla televisione, giocando, guardando, riflettendo. Nella Scuola dell'Infanzia l'insegnamento della matematica non c'è, ma la matematica c'è: c'è la matematica dei bambini.
Raggruppare, ordinare, contare, misurare, localizzare, descrivere, porre in relazione, riconoscere proprietà invarianti, operare riflessioni su, progettare, inventare, rappresentare: questi verbi suggeriscono molti giochi che alludono alla matematica, molte attività che mettono i bambini in condizione di sperimentare strategie che, se pur ingenue e non formalizzate, non sono per questo banali e meno profonde.
Dietro le favole narrate, le schematizzazioni, la costruzione di oggetti, dietro i giochi di strategia, i giochi con i dadi passano o possono passare un contenuto matematico che può essere di prim'ordine perché può essere organizzativo, razionale, strutturante.
L'esplorazione dell'ambiente e la descrizione della sua organizzazione attraverso mappe tridimensionali o piane, la risoluzione di situazioni problematiche legate alla percorribilità, i giochi di costruzione (proprio quelli soliti con mattoni o cubetti), i giochi della verità sono tutte esperienze significative, di cui l'insegnante di scuola elementare può far tesoro, come primi approcci alla geometria o alla logica.
Nella Scuola dell'Infanzia il bambino ha occasione di avvicinarsi ai numeri, di operare riflessioni su, di verificare concretamente che raccolte limitate di oggetti anche qualitativamente diversi possono essere equinumerose, senza pretendere di giungere all'acquisizione del concetto.
I bambini, prima di frequentare la classe Prima, hanno già delle intuizioni sul numero come espressione di una misurazione; spesso, sono anche consapevoli di non saper scrivere e leggere tutti i numeri. Ecco perché si vuole realizzare un percorso trasversale per iniziare lo studio dell'aritmetica, condotto da insegnanti di entrambi gli ordini di scuola, al fine di realizzare la continuità educativa e conservare nei bambini la voglia di fare matematica, con curiosità, con un
atteggiamento positivo, di ricerca, con una consapevolezza sempre maggiore, partendo dai loro giochi quotidiani.
Partendo da queste premesse, si fissano obiettivi che tengano conto delle loro potenzialità, partendo da esperienze concrete dominabili da tutti, in quanto la conquista dei concetti matematici avviene solo attraverso esperienze reali improntate essenzialmente sul gioco, sulla manipolazione, l'esplorazione diretta, la collaborazione e il confronto fra pari.
A scuola in ... sicurezza!
Il piano di sviluppo per la Sicurezza della nostra scuola si snoda attraverso progetti, informazioni, azioni dedicate alla prevenzione rivolta agli alunni, alle loro famiglie, al personale docente e A.T.A.
È fondamentale avere fin dall’infanzia, la giusta percezione del rischio e acquisire già nei primi anni di scuola nozioni su prevenzione, salute e sicurezza. Le buone pratiche per promuovere la cultura della sicurezza coinvolgono proprio tutto il personale della scuola, Dirigente Scolastico, docenti, collaboratori scolastici, alunni, ma anche genitori; è necessaria, quindi, una collaborazione attiva che sviluppi gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro e di salute e sicurezza negli ambienti di apprendimento.
Il piano relativo alla Sicurezza ha come finalità:
1) la promozione della cultura della prevenzione dei rischi
2) l’informazione e la prevenzione
3) l’anticipazione, cioè lo sviluppo all’abitudine a prevedere le possibili conseguenze delle proprie azioni o di quelle altrui, così come gli eventi ambientali
4) l’interiorizzazione del bene salute quale valore di riferimento nelle
scelte di vita.
Le azioni del piano progettuale mirano alla contestualizzazione dei temi della sicurezza nell’ambito dei programmi disciplinari ordinari, ponendo attenzione particolare alla rilevazione e alla memorizzazione dei fattori di rischio presenti negli ambienti scolastici, ritenendo indispensabile promuovere negli alunni comportamenti preventivi.
La partecipazione alle prove simulate di evacuazione d’emergenza affiancherà lo svolgimento di percorsi di lettura consapevole della segnaletica e rispetto delle indicazioni date. Indispensabile, da ultimo, il trasferimento degli apprendimenti afferenti ai temi della sicurezza anche in ambito extra-scolastico: sulla strada, negli ambienti domestici, nei locali pubblici.
Ciascun team, nelle classi di competenza, assicura interventi informativi sui fattori di rischio presenti negli ambienti scolastici, sul corretto uso delle strutture e delle strumentazioni.
L'educazione ambientale
La scuola, come ente educativo e formativo, ha l’importante compito di indirizzare i più giovani verso scelte e comportamenti a favore dell’ambiente, creando così le basi di una cittadinanza attiva e responsabile.
Per il terzo anno consecutivo, la nostra scuola propone a tutti i suoi alunni, dai piccoli della Scuola dell’Infanzia ai ragazzini della quinta classe della Primaria, un progetto di educazione ambientale, denominato Le buone abitudini si imparano da bambini, le cui attività educative e didattiche si propongono la finalità di cambiare sostanzialmente sia a livello individuale sia a livello collettivo i comportamenti e gli atteggiamenti per formare una coscienza rispettosa
dell’ambiente.
Per educazione ambientale si intende:
In pratica ciò che contraddistingue l’educazione ambientale dalla semplice informazione è la modalità con cui concetti, nozioni, elementi di valutazione pratica vengono trasmessi: sicuramente non soltanto attraverso un tradizionale approccio frontale, bensì tramite un sistema articolato di forme comunicative ed espressive che prevedono il coinvolgimento degli alunni.
L’educazione ambientale si fonda quindi su due presupposti fondamentali: l’interdipendenza dei fenomeni e l’interdisciplinarità. Se i problemi, per essere compresi nelle loro dimensioni reali, vanno letti da varie angolature, individuando le interazioni e i nessi, non si tratta di inventare
altre materie scolastiche ma di ripensare la funzione delle discipline, utilizzando l’educazione ambientale come risorsa per selezionare, in fase di programmazione, obiettivi formativi, concetti-chiave, tematiche. Solo un insegnamento trasversale garantisce ai bambini un contatto non più opzionale con le questioni ambientali.
Per la realizzazione di questo progetto di Circolo, si rinnova il proficuo incontro-scambio tra la scuola e gli enti territoriali tra cui il C.L.I.R., l’A.S.M., il Circolo Lomellino di Legambiente Il Colibrì.
Il progetto coinvolge i cinque plessi del Circolo Didattico di Mortara.
Finalità generali:
Obiettivi formativi:
La musica e le sue applicazioni
«La musica comprende l’insieme delle arti alle quali presiedono le Muse. Essa racchiude tutto quello che è necessario all’educazione dello spirito». (Platone)
La musica ha un fortissimo potere motivante: i bambini adorano giocare con i suoni, sia degli strumenti musicali, sia quelli della voce ed del corpo. La sua forza è proprio quella di riuscire a coinvolgere totalmente il bambino, divenendo un mezzo formidabile per il raggiungimento di obiettivi non solo musicali ma soprattutto educativi.
L’esperienza musicale deve pertanto diventare un patrimonio culturale e umano condiviso da tutti, perché promuove l’integrazione di diverse componenti: quella logica, quella percettivo-motoria e quella affettivo-sociale. Fruire e fare musica occupano uno spazio considerevole nella vita di bambini, adolescenti e giovani, pertanto nella nostra Scuola la cultura della musica rappresenta ormai da anni una consueta e gioiosa realtà.
Si realizzano progetti per classi parallele finalizzati all’acquisizione dei contenuti musicali previsti in ogni anno scolastico, sviluppando anche percorsi interdisciplinari.
L’intervento di esperti esterni, come supporto all’attività didattica dei docenti curricolari, arricchisce le nostre competenze, migliorando sicuramente l’apprendimento degli alunni , la loro creatività e la loro capacità di esecuzione.
Un aspetto qualificante è la realizzazione del Laboratorio musicale, dotato di strumenti e apparecchiature per l’ascolto, nel quale insegnanti ed alunni possono approfondire e concretizzare i percorsi teorici, traducendoli nella pratica dell’educazione musicale vera e propria.
La collaborazione delle insegnanti nella conduzione del lavoro programmato e
nell’organizzazione dei saggi finali, l’efficace azione degli esperti e il coinvolgimento delle famiglie sono certamente i punti di forza dei nostri progetti.
I disturbi specifici dell'apprendimento (D.S.A.)
La dislessia e, più in generale, i Disturbi Specifici dell'Apprendimento sono un fenomeno emergente di grande impatto sociale. L'Associazione Europea per la Dislessia afferma che i disturbi di apprendimento interessano circa l'8% della popolazione scolastica e, se non affrontati adeguatamente, provocano spesso conseguenze sul piano psicologico, sociale e lavorativo.
L'intervento precoce, cioè quello effettuato nelle prime fasi di acquisizione della lettura e della scrittura al primo insorgere delle difficoltà, viene giudicato da tutti gli esperti come quello che apporta i maggiori benefici.
Si tratta di un disturbo che si rileva in bambini con intelligenza nella norma o brillante, in assenza di problemi neuro-sensoriali e a prescindere dall’ambiente socio-culturale di appartenenza.
È presente sin dalla nascita, ma si evidenzia solo all’inizio del percorso scolastico: dopo un lasso di tempo ragionevole, cioè i primi due anni della Scuola Primaria, solitamente le abilità di letto-scrittura sono acquisite, ma così non è per i bambini dislessici. Persistono infatti difficoltà oggettive nella lettura, nella scrittura e a volte nel calcolo, difficoltà che sono riconducibili ad una parziale o addirittura mancata automatizzazione nella conversione dei segni/simboli in suoni e viceversa.
Questa difficoltà può essere più o meno intensa e circoscritta alla lettura e alla scrittura oppure, sebbene più raramente, al calcolo, ma spesso investe più ambiti. In generale si parla, infatti, di D.S.A. (Disturbo Specifico di Apprendimento) che può comprendere dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia... Risulta, quindi, fondamentale l’intervento dell’insegnante, che deve:
- saper riconoscere gli indicatori relativi ai DSA
- mettere in atto strumenti compensativi adeguati al miglioramento del rapporto didattico e quindi dell’apprendimento
Fondamentale il collegamento con le strutture del Servizio Sanitario e la presenza di personale formato e competente, in grado di sviluppare percorsi didattici adeguati al singolo soggetto e alla classe, perché l’evoluzione del percorso veda tutti protagonisti.
In questa progressione progettuale è necessario il supporto di una rete di soggetti operativi, in grado di interagire e di lavorare in maniera sinergica. Sulla base di tali premesse, la nostra scuola intende sviluppare un progetto che offra la possibilità di un'adeguata formazione degli insegnanti di sostegno e non, al fine di mettere in atto interventi conoscitivi, preventivi e riabilitativi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento in bambini della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo della Scuola Primaria, in modo da migliorare le abilità, l’autostima ed evitare l’insorgere di difficoltà socio-relazionali.

Nella nostra scuola è stato allestito un laboratorio informatico, aula Cielo Aperto, grazie alla donazione di computer e specifici software da parte del Rotary Vigevano e Lomellina e grazie alla collaborazione della ditta B&C di decorazioni e restauri per la sistemazione del locale.
In questo spazio, i bambini utilizzano programmi informatici che prevedono attività di stimolo al raggiungimento dell’autonomia nello studio e del successo scolastico. L’informatica rappresenta, infatti, un’ottima opportunità per chi convive con la dislessia, in quanto, ponendosi come strumento vicariante, consente un utilizzo pieno delle abilità integre e permette anche un vantaggio di tipo psicologico, dovuto ad un aumento di sicurezza nelle proprie capacità.
I progetti vanno a collocarsi nelle seguenti macroaree progettuali:
| Area dei servizi alla persona | Area dell'Europa |
Promozione del benessere a scuola Inserimento alunni diversamente abili Collaborazione con esperti Iniziative di formazione per genitori e docenti |
Verso una cittadinanza europea Lingue europee curricolari Cittadinanza e Costituzione |
| Area dell'integrazione | Area dell'uomo e del territorio |
Integrazione alunni stranieri Laboratori linguistici Protocollo d’accoglienza Iniziative di formazione per insegnanti |
Attività motoria Educazione ambientale Educazione alimentare |
| Area dei linguaggi | Area della continuità |
Musica, teatro, arti grafico-pittoriche e plastiche Lettura Linguaggi extraverbali |
Raccordo tra ordini di scuola Iniziative di accoglienza Continuità e curricoli |
Scarica il file Progetti didattici e progetti formativi
Per la sua opera educativa, la scuola si avvale di risorse interne ed esterne per garantire un servizio efficiente ed efficace nella formazione di ciascun individuo.
Per quanto concerne le risorse interne, essa si avvale della collaborazione tra le figure dello staff direzionale, dei docenti e del personale A.T.A., che costituiscono l’elemento essenziale per una migliore qualità della proposta scolastica. Ad esse sono demandate le operazioni di progettazione del lavoro, la sua realizzazione, la verifica, il controllo dei processi e della loro produttività, l’informazione all’utenza del servizio.
Nel suo operato, la scuola si avvale di strumenti, spazi e attrezzature didattiche presenti nei vari laboratori, di anno in anno adeguatamente allestiti e rinnovati.
I rapporti tra la scuola, gli enti locali territoriali, le associazioni culturali e sportive del territorio sono improntati alla collaborazione massima, finalizzata a:
La nostra Scuola interagisce con Enti Locali e Associazioni presenti sul territorio. Ruolo privilegiato è affidato alla Biblioteca Civica di Mortara, ma anche alle Biblioteche presenti nei Comuni dei plessi.
Una Scuola che si propone come servizio pubblico non può prescindere dall’identificare la propria utenza, dal rappresentarne i bisogni, dal riconoscerne i diritti, dal sollecitarne ed accoglierne le proposte.
La famiglia, quindi, entra nella scuola quale rappresentante dei bambini e come tale partecipa al contratto educativo, condividendone responsabilità e impegni nel rispetto reciproco di competenze e ruoli.
E’ compito della scuola:
Il raccordo tra la scuola e la famiglia avviene in due forme:
I momenti di incontro avvengono secondo il calendario inviato a tutte le famiglie all’inizio dell’anno scolastico. Su richiesta delle famiglie o degli stessi insegnanti, si possono svolgere ulteriori colloqui in orari stabiliti secondo accordi, al di fuori del tempo scuola.
La programmazione didattica viene illustrata dai docenti durante l’assemblea di classe, che si tiene ad inizio anno per il rinnovo dei Consigli di Interclasse/Intersezione. Nel mese di settembre, prima dell’inizio delle lezioni, in ciascuna Scuola dell’Infanzia e Primaria si svolgono riunioni per i nuovi iscritti con la partecipazione degli insegnanti di sezione o di classe.
Nei primi giorni di scuola le classi funzionano a orario, ridotto per consentire ai bambini di conoscere immediatamente e contemporaneamente tutti gli insegnanti della classe o della sezione. L’obbiettivo è quello di facilitare l’approccio del bambino alla nuova realtà scolastica e favorirne un passaggio graduale, promuovendo la conoscenza di sé, dell’altro e degli spazi scolastici nei quali il bambino stesso si muove ed interagisce.
Tra gli insegnanti sono inoltre previste, nelle classi-ponte, scambi di materiali delle attività svolte.
La nostra scuola considera le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione parte integrante e qualificante dell’offerta formativa e momento privilegiato di comunicazione e socializzazione. Vengono considerate, quindi, elementi importanti della programmazione educativa, in quanto collegano l’esperienza scolastica all’ambiente esterno nei suoi aspetti fisici, paesaggistici, umani, culturali e produttivi.
Le uscite potranno essere documentate con fotografie, video e/o con la produzione di monografie.
Scarica il file Uscite didattiche e viaggi di istruzione
La nostra scuola aderisce alla comunità di pratica
Porte Aperte sul Web
Il P.O.F. si rifà ad un regolamento interno di Circolo.
Delibera del Collegio Docenti Primaria e Infanzia del 09/09/08.
Adozione da parte del Consiglio di Circolo, seduta del 24/9/08.


L.I.M.
La Lavagna Interattiva Multimediale

Metodo C.L.I.L.
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Informatica

L'utilizzo dell'informatica permette di valorizzare i vari tipi di intelligenza
Podcasting didattico

Grazie al formato podcast, i contenuti si diffondono più facilmente attraverso la rete


I podcast sono facilmente visualizzabili sull'iPod della Apple, sui lettori portatili, sui cellulari, sui palmari

I podcast sono facilmente realizzabili con l'utilizzo dei computer MAC della Apple
Se ne possono trovare a migliaia di tutti i generi - gratis e a pagamento - grazie al software aggregatore iTunes (lo si può scaricare gratuitamente da Internet, sia per MAC che per Windows).
La nostra scuola ha acquisito i primi sei MAC nell'anno scolastico 2009/10, grazie al contributo della sezione mortarese della Croce Rossa Italiana e della ditta Vedani Parona